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Recessione tedesca: sleghiamoci dalla Germania prima che sia troppo tardi


Arrivano in questi giorni i dati dell’economia tedesca, che come ben sapete sono adoperati come benchmark, cioè come valore di base, sul quale poi andare a paragonare tutti i dati economici degli altri stati Europei.
E proprio come vi avevo anticipato la settimana scorsa i trend sono negativi. A dicembre 2019 la produzione industriale tedesca ha perso il 3,5% su base mensile e questo rallentamento era ancora slegato dagli effetti del Coronavirus, che si mostreranno a gennaio. Quindi a gennaio probabilmente il rallentamento sarà maggiore, perché la Cina è la prima destinazione dell’export tedesco. Tra l’altro, al di là delle chiacchiere politiche, questo è uno dei due motivi per i quali lo spread si mantiene molto basso, l’altro come sapete è la presenza al nostro governo di forze senza un’identità e una dignità, che eseguono i comandi dell’Europa senza se e senza ma, in totale ignoranza delle cause e degli effetti che le politiche comunitarie stanno comportando e comporteranno nel prossimo futuro.

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Ora, effettuata questa breve ma interessante premessa la domanda alla quale voglio darvi una risposta è la seguente: quale futuro nel breve e medio termine per l’economia italiana?

Dunque il primo partner per l’export italiano è la Germania e quindi anche qui da noi ci sarà un calo per quanto riguarda le commesse dall’estero, perché a cascata i cali di produzione della Germania si ripercuotono sulla nostra economia. Le parole di questa mattina del governatore della Banca d’Italia Visco, che vede delle difficoltà nel prossimo futuro sono purtroppo quasi una certezza.

Tuttavia c’è per noi italiani una via di crescita reale e a portata di mano, pardon d’investimento, perché in questo momento di calo dell’export, che ci ha trainati negli ultimi anni a livello di crescita economica, dovremo investire sulle infrastrutture e sull’aumento della spesa pubblica. Questo perché come vi dicevo nello scorso video, se investiamo sull’Italia e sul nostro sistema infrastrutturale cresciamo, creiamo occupazione ed aumentiamo il PIL. Perché lo diceva già Keynes oramai più cent’anni fa, in Inghilterra ci sarà sicuramente un investimento reale che renda più del 5%. Ecco, in Italia, nel 2020 ce ne sarebbero tanti. Dobbiamo scommettere su di noi, in barba all’Europa, alle sue regole sbagliate e alla Germania, che a differenza nostra sta ignorando i suoi trend negativi, e il mercato finanziario arriverà a punirla, perché la finanza non è democratica e se ne frega di tedeschi, italiani o europei, guarda solo i profitti, dei pochi soliti ignoti.

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