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2019: Un anno di transizione. Il bilancio politico-economico dell'Italia

Il 28 dicembre c'è stata la conferenza stampa di fine anno del Premier Conte. Un anno, il 2019, che l'ha visto presidente di due governi diametralmente opposti, il primo fino ad agosto, quello gialloverde dove si intravedeva qualcosa di nuovo nella politica italiana, il secondo invece, quello giallorosso, volto al servilismo nei confronti dei potenti europei e alla continuità con le politiche di austerità e di asservimento al capitalismo finanziario dei vecchi governi targati PD.
A questo punto riassumerò brevemente i punti cruciali dell'attuale governo PD-5 stelle, emersi durante questa conferenza, cercando come sempre, di dimostrare con i numeri e i dati, le mie argomentazioni, oggi più che mai completamente opposte da quanto detto da Conte.

📍GOVERNO
Dopo le dimissioni di Fioramonti da ministro dell'istruzione, sono stati nominati ben DUE nuovi ministri per sostituirlo, uno per la scuola e uno per l'università e la ricerca. Scelta, a mio avviso, che sembra più un regalo di poltrone per mantenere gli equilibri in una maggioranza traballante e vogliosa di incarichi e careghe, che un programma per il rilancio della nostra scuola, ormai sempre più distante dal mercato del lavoro e ridotta a semplice votificio.
📉MACROECONOMIA E FINANZA
Dalle sue dichiarazioni il premier si ritiene soddisfatto del fatto che lo Spread si sia abbassato in questi ultimi mesi, a suo dire, per la stabilità politica che questo governo ha saputo dare all'Italia. FALSO.
Dunque lo Spread è diminuito non per la stabilità politica Italiana, che non c'è, viste le continue diatribe interne alla maggioranza, ma per il fatto che questo governo accetti passivamente ogni decisione che arriva dall'Europa. Gli esempi sono molti, basti pensare al MES e alla sua riforma, ampiamente dibattutte nei giorni scorsi. In secondo luogo, cosa molto importante, guarda caso tralasciata però dal premier, è il fatto che lo Spread si sia anche abbassato poiché la Germania negli ultimi sei mesi è entrata in recessione, perdendo così parte della sua stabilità e permettendo una diminuzione dello Spread. È pura matematica, se il rendimento del Bund sale è normale che la differenza con un BTP stabile sia minore.
🏭 ECONOMIA REALE
Come consuetudine di questo governo è passata in secondo piano anche nel discorso di fine anno. Citata l'Ilva, per il semplice fatto di citarla non è stato proposto un serio piano industriale volto al rilancio dell'economia italiana e del tessuto manifatturiero delle nostre regioni. Per me questo rimane l'errore più grande del governo e del premier che nuovamente si dimostrano incapaci di capire che questa è la principale necessità dei nostri lavoratori e dei nostri imprenditori.
Sul capitolo infrastrutture, invece, si è parlato solo della ricostruzione del Ponte Morandi, e ci mancherebbe, in venti mesi siamo solo all'inizio dei lavori, in uno Stato normale sarebbe già bello fatto e finito. Questa volta comunque non è colpa di Conte e del governo ma, della burocrazia che paralizza l'Italia e le sue attività.
💰DEBITO PUBBLICO
Qui l'unica buona uscita del Premier, il quale ha detto chiaramente che il nostro debito pubblico è sostenibile e soprattutto che è per gran parte nelle mani di soggetti italiani e quindi, aggiungo io, questo ci garantisce una grande stabilità. Purtroppo però Conte si ferma a metà strada e, fatta una buona uscita, ne fa una pessima, sostenendo che è grazie alla politica stabile di adesso che siamo credibili e il debito sostenibile. Su questo punto cade nuovamente, sul debito pubblico, infatti, non ha il coraggio di dire che altri Stati usano stratagemmi per abbassarlo come la Germania e di questo ne ho parlato molto nella mia conferenza. Ancora una volta ha perso un'occasione per chiedere di fronte al grande pubblico la revisione delle vecchie e sbagliate regole europee e soprattutto di porre l'attenzione su quello che dovrebbe essere il punto cruciale della nostra politica economica, ovvero l'aumento del PIL e non la riduzione del debito.
🚣 IMMIGRAZIONE
Riguardo questo tema c'è forse l'uscita più infelice di questa conferenza di fine anno.
Conte ha smentito sè stesso, sostenendo prima la politica dura ma, giusta della Lega e di Salvini e poi la politica deleteria dei porti aperti e dell'accogliamo chiunque indiscriminatamente del PD e dei finti buonisti da salotto.
Infatti, il premier annuncia di voler rivedere i decreti sicurezza a discapito dell'Italia e degli Italiani. È innegabile, dati alla mano, che solo le politiche della Lega abbiano ottenuto risultati su questo delicato e spinoso tema. Su questa questione Salvini ha ottenuto la sua più grande vittoria politica, dimostrando che non per forza dobbiamo riempire l'Italia di migranti economici, visto che la nostra economia zoppica. Non abbiamo bisogna di forza lavoro a basso costo da sfruttare dalle coop di turno ma, di professionisti preparati e competenti, per il rilancio dell'economia italiana. E in casa li abbiamo, basta non farli scappare.
🇱🇾 POLITICA ESTERA
Chiudo con questa breve parentesi sulla politica estera e metto di proposito la bandiera della Libia, in quanto è la questione più spinosa. Di Maio non è pervenuto ma, non avevo dubbi. Al momento Conte si limita ad osservare le scelte di Turchia, Russia e Stati Uniti, che fanno il bello e il cattivo tempo a seconda dei loro interessi, sperando che la Conferenza di Berlino risolva tutti i problemi. Così non sarà, e tutto si risolverà come con gli accordi di Malta, solo chiacchiere, senza fatti concreti a sostegno dell'Italia e dei suoi interessi nazionali, a favore, invece, dei soliti noti: Germania e Francia.
Su una sola cosa Conte ha ragione, che questa situazione deve e aggiungo io, doveva già ai tempi di Gheddafi, essere risolta con la diplomazia e non con le armi. Ma anche la democrazia necessita di scelte, idee e decisione, altrimenti ci si rimette sempre. Purtroppo ultimamente l'Italia ha sempre recitato il ruolo della comparsa passiva a tutti i tavoli internazionali di rilievo e così il governo giallorosso vuole continuare, a quanto pare.
🔚CONCLUSIONE
Un discorso di fine anno esattamente come mi aspettavo, tante lodi alla cosiddetta "stabilità politica" che in realtà non esiste, mentre si è percepita tanta insicurezza politica e paura di perdere il posto al governo.
Vi auguro a tutti un buon anno nuovo, durante il quale speriamo di andare finalmente a votare, con una legge elettorale dignitosa e di avere così un governo veramente stabile nei numeri e soprattutto a favore dell'Italia, dei suoi interessi e di noi cittadini.

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